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Collisioni e carrozzeria

Trovare il codice vernice: perché il VIN da solo non indica il colore

Servizio ricambi VINsearch · · 8 min di lettura ·

Risposta breve

Il VIN identifica l’auto, il codice vernice il colore di fabbrica. Sono dati distinti. Il codice è solitamente su un’etichetta o targhetta. Una ricerca supportata può recuperarlo dai dati del costruttore, non dai soli diciassette caratteri.

Perché i diciassette caratteri non indicano il colore

Il VIN contiene un’identificazione strutturata del costruttore e del veicolo. Cifra di controllo, anno modello e stabilimento seguono convenzioni variabili per mercato e costruttore. La vernice è normalmente un’opzione d’ordine in un record separato. Due auto della stessa linea e giornata possono differire soltanto nel colore. Per il catalogo, vedere ETKA, il catalogo del Gruppo VW.

Il VIN può rimandare a un record di produzione con il colore originale. Un catalogo supportato o il reparto ricambi può recuperarlo secondo marca, età e mercato coperto. È una consultazione di dati, non la decodifica del colore nei caratteri. Le stime basate sul modello non la sostituiscono in modo affidabile.

Dove cercarlo secondo la marca

I costruttori usano etichette vernice, adesivi dati e targhette, talvolta con VIN o altre informazioni. La posizione varia per modello, anno e mercato. Questi sono luoghi comuni o storici, senza garanzia per ogni veicolo.

Volkswagen, Audi, Škoda e SEAT usavano tradizionalmente il vano ruota di scorta o il libretto di manutenzione: LC9X o LY9B accanto ai codici optional. BMW mette spesso tre cifre e il nome commerciale sul duomo sospensione o montante porta, per esempio 475 Black Sapphire. Mercedes-Benz usa il montante B o una targhetta vicino al supporto radiatore, con tre cifre come 197.

Toyota e Lexus usano il vano porta conducente, con 1F7 o 040. Ford Europa stampa sull’etichetta porta. Vauxhall e Opel usano tre caratteri come GAZ, storicamente sotto il cofano. Volvo usa tre cifre sul vano porta o sulla lamiera interna del parafango.

Se l’etichetta manca dopo riparazione o riverniciatura, una ricerca supportata dei dati del costruttore o il reparto ricambi può recuperare il codice di fabbrica. Non dimostra il colore di una successiva riverniciatura.

  • Gruppo VW: vano ruota di scorta o libretto, come LC9X
  • BMW: duomo sospensione o porta, tre cifre e nome
  • Mercedes-Benz: montante B o supporto radiatore, tre cifre
  • Toyota e Lexus: porta conducente, come 1F7
  • Vauxhall e Opel: tre lettere come GAZ, spesso sotto il cofano

Pastello, metallizzato, perlato e ciclo di riparazione

Il codice indica una famiglia di colori. Formula e scheda tecnica del produttore della vernice determinano miscela e applicazione. Un pastello può usare finitura monostrato o base e trasparente. Metallizzati e perlati usano spesso base e trasparente; alcune finiture aggiungono uno strato traslucido colorato intermedio. Indovinare il ciclo può rovinare la riparazione.

«È bianca» non basta. Lo stesso modello e anno può avere bianco pastello, perlato o brillante riservato a un allestimento. Miscela, prezzo e sfumatura differiscono; non sono intercambiabili.

Codice corretto, ma pannello diverso

I codici rimandano a formule con varianti. Lotti di pigmenti differiscono fra fornitori e stabilimenti; un codice BMW può avere varie formulazioni ufficiali.

Conta anche l’esposizione. Dieci anni di ultravioletti alterano molto un rosso e meno un argento. Una miscela di fabbrica corretta può stonare con un parafango scolorito. Il verniciatore prepara quindi un provino e sfuma sui pannelli vicini, invece di verniciare una porta isolata fino ai bordi.

Spiegate al cliente: il codice fornisce la famiglia di formule; variante e sfumatura rendono discreta la riparazione. Promettere corrispondenza esatta dal solo codice su un’auto di quindici anni descrive un caso favorevole, non un metodo.

Rivestimenti e codici insieme alla vernice

L’etichetta riporta spesso anche il codice degli interni. La carrozzeria può richiedere entrambi. Calotta specchio, inserto paraurti o rivestimento montante B possono essere in tinta su una versione e nero lucido su un’altra.

Negli interni non si può sfumare un pannello sedile o cruscotto: coincide oppure sembra nuovo. Recuperare entrambi i codici insieme dal record richiede secondi ed evita un secondo ordine.

Evitare errori prima che costino

Fotografate l’etichetta all’accettazione prima di smontare. Gli adesivi spariscono durante i lavori; la foto iniziale conserva gratuitamente i dati.

Confermate il codice nei dati disponibili invece di fidarvi di un’etichetta scolorita, soprattutto dopo vecchie riparazioni. Confrontate poi il provino spruzzato con il pannello reale alla luce del giorno: l’illuminazione d’officina può nascondere differenze.

Questa routine distingue una riparazione discreta da tre metri da una che il cliente nota una settimana dopo nel parcheggio del supermercato.

Domande frequenti

Un decoder VIN gratuito indica il colore?

Non in modo affidabile. I campi standard non includono il colore. Una ricerca supportata dei dati del costruttore può fornire l’originale; la disponibilità varia.

L’etichetta manca dopo riverniciatura. Cosa faccio?

Richiedete una ricerca supportata dei dati di produzione o contattate i ricambi. Identifica il colore originale, non necessariamente una riverniciatura successiva.

Perché il parafango nuovo differisce dalla porta?

Per varianti di formula e scolorimento da UV. Scegliete la variante e sfumate sui pannelli vicini, invece di applicare soltanto il codice.

Serve anche il codice interni?

Sì, per superfici colorate o lavorate. Calotte, inserti e pannelli interni si ordinano secondo rivestimento e vernice; gli interni non si possono sfumare.

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Apri il catalogo del costruttore con il VIN e controlla codice e condizioni.

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